Le novità di Office 2016 sono tante, non solo e non tanto nelle nuove funzioni dei singoli programmi, quanto piuttosto nell’integrazione tra le tradizionali applicazioni che compongono Office e un ecosistema sempre più ricco di servizi basati sul cloud. Microsoft ha approcciato un nuovo paradigma per Office, non più prima di tutto per Windows. Questo segna una netta discontinuità rispetto alla tradizionale filosofia di Microsoft. La nuova versione di Office 2016 è stata rilasciata contemporaneamente per Windows, per Mac OS X e per Windows Universal, iOS e Android. Ovviamente le quattro versioni sono differenti dal punto di vista grafico, legata alla struttura del sistema operativo che le ospita anche se offrono sostanzialmente le stesse funzionalità.
Le differenze più importanti rigardano Publisher e Access che esistono soltanto per Windows; infatti l’edizione 
Microsoft ha anche riorganizzato varie pagine del backstage, l’interfaccia che viene visualizzata quando si fa clic sulla scheda File della barra multifunzione. Nella sezione salva con nome, per esempio, l’elenco delle cartelle recenti è suddiviso in base all’ultimo accesso, e il pulsante sfoglia è stato spostato in una posizione più visibile e facile da raggiungere. Le funzioni del backstage evidenziano una caratteristica del nuovo Office, in realità già introdotta con Office 2013: i programmi sono strettamente connessi ai servizi cloud storage di Microsoft, OneDrive per gli utenti consumer. Come vedremo nei prossimi articoloi, alcune applicazioni di Office 2016, portano questa integrazione a un livello superiore, usando il cloud.